About Mind the gap

Mind the gap è un progetto dedicato alle arti visive, avviato da Altreforme nel 2017 e promosso in collaborazione con diverse realtà culturali e istituzionali della Regione Friuli Venezia Giulia.

Dedicata a Franco Basaglia, lo psichiatra ispiratore della legge 180 e della chiusura dei manicomi, l’iniziativa ha l’obiettivo di rafforzare nel tempo e attraverso una molteplicità di azioni, un processo culturale partecipativo. Come affermava Basaglia, l’arte e la cultura possono diventare un dispositivo per coinvolgere i luoghi e il sistema di relazioni che questi luoghi ospitano.

Quinta Edizione, 2021

La quinta edizione di Mind the Gap affronta il tema del perturbante, un significante che si muove tra noto e ignoto, tra familiare ed estraneo. Gli artisti invitati, si muovono lungo una linea di confine che esplora la rottura del senso di ciò che definiamo identità, indagando la relazione tra normalità e diversità, tra umano e animale, tra bestialità e controllo, tra animato e inanimato.

A cura di Giada Centazzo con Lorenzo Lazzari e Rachele D’Osualdo (Associazione Culturale ETRARTE)

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Quarta Edizione, 2020

La quarta edizione di Mind the gap è composta da una mostra, un convegno e una serie di workshop in diversi luoghi della Regione.

Il progetto ha come tema il limen, la soglia, un significante caro a Basaglia il cui pensiero si muove sull’incerto confine di un sapere, quello psichiatrico, estremamente complesso, poiché si apre a interrogativi teorici e pratici, psichiatrici e filosofici, sociali e culturali. Facendo propria la teoria del confine, le artiste invitate si interrogano sul quel varco che si pone al limite della domanda: Cosa è ‘individuo’? Cosa è ‘corpo’? tra natura e cultura.

A cura di Giada Centazzo, Bruno Di Marino, Rachele D’Osualdo

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Terza Edizione, 2019

La terza edizione di Mind the gap, dal titolo Ricalcolo. Di territori computanti e dei loro attuatori analogici, rientra nel progetto d’arte contemporanea nato dalla collaborazione con il Parco Basaglia di Gorizia, luogo dal quale nel 1961 l’omonimo psichiatra italiano diede avvio alla sua rivoluzione terapeutica e sociale. Si tratta di una mostra incentrata sulle infrastrutture tecnologiche e sul rapporto degli individui con la tecnologia, declinate attraverso le opere degli artisti Sofia Braga, Emilio Vavarella e del collettivo KairUs – Linda Kronman e Andreas Zingerle.

Le loro opere indagano il rapporto tra il mondo reale e quello virtuale, riflettendo su come l’utilizzo massiccio dei dispositivi digitali stia inevitabilmente modificando anche il nostro rapporto cognitivo con la realtà quotidiana. Portando in superfice ciò che succede immediatamente al di sotto delle lucide interfacce dei device che usiamo ogni giorno, i lavori esposti mostrano le estetiche, le retoriche e le contraddizioni tra i mondi smart e dumb, per decostruire le illusioni e le false speranze dello sviluppo del digitale.

A cura di Davide Bevilacqua

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Seconda Edizione, 2018

Mind the gap è un progetto di Christian Fogarolli pensato appositamente per Parco Basaglia, luogo dal quale, nel 1961, l’omonimo psichiatra italiano diede avvio alla sua rivoluzione terapeutica (e sociale). Il titolo della mostra – un gioco di parole con i termini “mind” (mente) e “gap” (divario, differenza) – punta l’attenzione sulla diversità come valore culturale e impiega l’arte contemporanea per ripensare i preconcetti e sfatare i pregiudizi che ancora oggi affliggono il mondo della salute mentale.

A cura di Giorgia Gastaldon

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Prima Edizione, 2017

Labrys è un progetto di arte contemporanea diffuso dell’artista visiva Maria Rebecca Ballestra. Articolato in nove tappe nello spazio e nel tempo, è liberamente ispirato alla lettura della raccolta di testi di Julien Friedler The Truth of the Labyrinth : 56 frammenti di natura filosofica e psicologica, che operano una sorta di riscrittura della mitologia in chiave contemporanea.

A cura di Giorgia Gastaldon

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