Dall’evidenza
all’immaginazione

26 febbraio
—24 maggio
2026

Casa
Cavazzini
Udine

Dall’evidenza
all’immaginazione

Elena Mazzi

The upcoming Polar Silk Road, 2021
video HD, colore, suono, 9 min 45’’

Poç, 2023
video, 22 min.

The upcoming Polar Silk Road analizza il complesso intreccio tra economia, geopolitica, ecologia e mobilità delle regioni artiche interessate dalle trasformazioni infrastrutturali e politiche legate alla Via Polare della Seta, un passaggio in passato chiuso oggi percorribile a causa del riscaldamento globale e dello scioglimento dei ghiacciai. Il video di Mazzi, risultato di una metodologia artistico-antropologica, espone prospettive contrastanti che rendono evidenti, in forma distopica, le nuove forme di speculazione economica a favore di pratiche di sfruttamento neoliberiste.

Opera prodotta nell’ambito di Cantica21. Italian Contemporary Art Everywhere – Over 35 Section (MAECI- DGSP/MiC-DGCC, 2020)
 

Poç ci trasporta in una piccola comunità montana, attorno a un luogo in cui la natura accoglie un intervento antropico destinato al tempo ludico, oggetto di cura e condivisione, custodito dalla comunità come un prezioso patrimonio segreto, tanto “inutile” quanto necessario. Il film ci trasporta in un paesaggio naturale fatto di Alpi, boschi e acque limpide verde-turchese, dove la comunità montana locale vive seguendo i ritmi e le pause della natura, celebrando riti e tradizioni secolari. Ogni anno, dalla tarda primavera, accade qualcosa di unico: la cura di una piscina scavata nella roccia durante la Prima Guerra Mondiale. Questo luogo, nascosto e protetto dai residenti locali, viene pulito con estrema attenzione e protetto dal turismo di massa

prodotto da Ephemera festival

Elena Mazzi (Reggio Emilia, 1984) si è formata all’Università di Siena, allo IUAV di Venezia, al Royal Academy of Art (Konsthogskolan) di Stoccolma e a Villa Arson (Nizza) dove sta attualmente conseguendo un dottorato di ricerca. Partendo dall’esame di territori specifici, nelle sue opere rilegge il patrimonio culturale e naturale dei luoghi intrecciando storie, fatti e fantasie trasmesse dalle comunità locali, per ricucire fratture in atto nella società, partendo dall’osservazione e procedendo attraverso la combinazione di saperi diversi. Le sue opere sono state esposte in mostre collettive e personali, tra cui Villa Arson (Nizza), Biennale di Lulea, PAV – Parco Arte Vivente a Torino, der TANK a Basilea, BIENALSUR, MADRE a Napoli, ar/ge kunst a Bolzano, Whitechapel Gallery di Londra, BOZAR a Bruxelles, Museo del Novecento di Firenze, Sonje Art Center a Seoul, Palazzo Fortuny a Venezia, 16° Quadriennale di Roma, GAM di Torino, 14° Biennale di Istanbul. Ha partecipato a diversi programmi di residenza ed è vincitrice di premi sia in Italia che all’estero.

elenamazzi.com

Photo by Heikki Räisänen